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Nelle aree urbane le specie di volatili che può capitare di trovare a terra, nelle quali è più facile imbattersi, sono merli, rondoni, cornacchie, gazze, storni e rapaci, che possono essere adulti o nati da poco.

Nello specifico possiamo trovare:

 
  • esemplari adulti feriti con lesioni evidenti, come ad esempio la mancanza di simmetria tra le ali, segno che una delle due ha subito un trauma, oppure una mancanza di penne;
  • esemplari appena nati (pulli) feriti che, come nel caso precedente, ad un primo esame presentano anomalie visibili;
  • pulli sani.
 

Tale distinzione non vale solo per una specie, il rondone. In questo caso infatti, che sia pullo o adulto, il rondone non è in grado di riprendere il volo autonomamente per un’incapacità fisica, quindi va raccolto e, dopo aver verificato che non presenti lesioni, accompagnato all’atto del volo per verificare se è in grado di librarsi nuovamente.

Cosa fare se l’esemplare è ferito?
Il volatile va portato immediatamente presso il centro specializzato nel recupero della fauna selvatica (CRAS o CRFS) più vicino (contattando la Polizia Minicipale o la Provinciale) dove personale specializzato potrà fare una valutazione e presterà le prime cure.

Come fare per capire se il volatile è effettivamente ancora un pullo?
Dipende dalle specie. Nel caso in cui siano completamente implumi è evidente e se si trovano a terra dipende da una motivazione esterna, come ad esempio un forte vento o temporale, che ha fatto cadere il nido. Se invece si tratta di pulli nati da poco ma già ricoperti da penne, queste saranno molto corte e avranno ancora ben visibile alla base l’astuccio che le origina. In alcune specie è possibile individuare tratti molto caratteristici della giovane età, come ad esempio l’essere ricoperti da un piumino bianco per i rapaci, o l’avere un labbro esterno rispetto al becco di un colore diverso (ad esempio giallo nei merli, storni e cince) in modo che i genitori vedano con facilità il punto nel quale imbeccarli.

Se il pullo sembra sano, come bisogna comportarsi?
In primo luogo bisogna tenere presente che è assolutamente normale che alcuni pulli escano dal nido prima di essere fisiologicamente pronti per volare. Per qualche giorno restano a terra, spostandosi di qualche metro saltellando, e vengono alimentati dai genitori che, guidati dal loro richiamo, arrivano in volo e li imbeccano. Se si trova un pullo sano a terra in una zona riparata dai pericoli è quindi fondamentale lasciarlo dov’è e osservare a debita distanza se la madre compare per alimentarlo. Questa verifica richiede molta pazienza, attenzione (l’imbeccata dura pochi secondi) e un punto d’osservazione riparato: i volatili, infatti, sono prede quindi per natura ci temono e difficilmente si faranno vedere finché siamo nei paraggi. Se i genitori sono in zona la cosa migliore è quindi lasciare il pullo dove si trova. Nel caso in cui stazioni in un luogo pericoloso per la presenza di predatori, come il gatto o il cane, può essere d’aiuto spostarlo di qualche metro in posizione riparata, tenendo presente che i genitori lo troveranno comunque perché guidati dal suo richiamo.
E’ inoltre importante ricordare che nutrirlo potrebbe essere controproducente in quanto la madre al suo ritorno, non sentendo reclamare il cibo, potrebbe crederlo malato e abbandonarlo.

Quali conseguenze negative può avere raccogliere un pullo sano?
Nel breve periodo di tempo in cui i pulli restano a terra vanno senza dubbio incontro a molti rischi, ma si tratta di una lezione di vita che farà la differenza tra un adulto in grado di sviluppare strategie adeguate per sfuggire ai pericoli e uno facilmente destinato a soccombere. Per quanto infatti gli esperti dei centri di recupero possano effettuare un perfetto svezzamento e inserire i giovani volatili in gruppo sociale adeguato insieme al quale verranno poi liberati, non potranno mai fornire gli stessi insegnamenti che avrebbe fornito la madre. Di conseguenza non si avrà mai la certezza che quell’adulto cresciuto in cattività sarà effettivamente in grado di sopravvivere da solo. Va inoltre considerato che, prelevare un pullo in questa situazione, anche nell'ottica di volergli fare del bene, è un atto di sottrazione dello stesso alla madre. (tratto da "C’È UN UCCELLINO A TERRA… COSA DEVO FARE?")

 

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