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Nei territori delle aree protette è vietata l'introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, e non sono necessarie ulteriori determinazioni regolamentari per la sua immediata applicabilità.

Ne discende che, ai fini della configurabilità della contravvenzione al divieto di introduzione di armi in area protetta, è sufficiente la constatata presenza del privato senza la prescritta autorizzazione, all'interno dell'area e in possesso di arma e munizioni, a prescindere dalla flagranza dell'attività venatoria e/o dall'atteggiamento di caccia, costituendo il relativo divieto lo strumento prescelto dal legislatore per la radicale salvaguardia della fauna protetta.

 

 
AREA PROTETTA - Attraversamento con arma di area protetta - DIRITTO VENATORIO – L’introduzione di armi integra il reato - Art.11 co.3 lett.f) e 30 L.394/1991.
Ad integrare la contravvenzione di cui all'art.11 co.3 lett.f) e 30 L.394/1991 è sufficiente la sola presenza del soggetto che sia in possesso di un'arma, a prescindere dal fatto della flagranza dell'attività venatoria o dall'atteggiamento di caccia (Cass. Pen. Sez. 3 n.17611 del 22.3.2005). Integra pertanto il reato anche la condotta di chi, a bordo di un'auto contenente armi, abbia anche solo a transitare nell'area protetta al fine di portarsi in area non protetta al fine di cacciare (Cass.Pen.3 n.6985 del 16.1.2008). La norma fa riferimento all’"introduzione" di armi, senza quindi alcuna distinzione. Sicché anche il mero attraversamento dell'area protetta con un'arma integra il reato.
 
 
AREA PROTETTA - Introduzione da parte di privati di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura - Preventiva autorizzazione degli enti preposti - Necessità - Art.11 co.3 lett.f) e 30 L.394/1991.
Nei territori delle aree protette a norma della legge quadro 6 dicembre 1991 n.394, è quest'ultima, con l'art. 11, comma terzo, lett.f), che prescrive espressamente la necessità della preventiva autorizzazione degli enti preposti alla tutela delle aree stesse per l'introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, e fissa con sufficiente chiarezza le condotte vietate e detta, in caso di violazione dei divieti previsti, specifiche sanzioni penali, non sono necessarie ulteriori determinazioni regolamentari per la sua immediata applicabilità. Ne discende che, ai fini della configurabilità della contravvenzione al divieto di introduzione di armi in area protetta, è sufficiente la constatata presenza del privato senza la prescritta autorizzazione, all'interno dell'area e in possesso di arma e munizioni, a prescindere dalla flagranza dell'attività venatoria e/o dall'atteggiamento di caccia, costituendo il relativo divieto lo strumento prescelto dal legislatore per la radicale salvaguardia della fauna protetta

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